Strongili polmonari del cane e del gatto

Strongili polmonari del cane e del gatto

Strongili polmonari del cane e del gatto

L’angiostrongilosi è una malattia parassitaria cardio-polmonare che interessa il cane, il gatto, i felidi e i canidi selvatici. L’infezione non è segnalata nell’uomo.

Nel cane è causata da Angiostrongylus vasorum, un nematode che si localizza principalmente a livello delle arterie polmonari e del cuore nella sua parte destra; nel gatto è causata da Aelurostrongylus abstrusus, un nematode che si localizza a livello di bronchioli e alveoli polmonari.

Come e dove si contrae l’infezione? E come agiscono questi nematodi?

Il ciclo biologico di Angiostrongylus vasorum e di Aelurostrongylus abstrusus è sovrapponibile. Prevede un ospite intermedio all’interno del quale avviene la maturazione delle larve, che diventano infestanti.

Questi ospiti intermedi sono rappresentati da molluschi gasteropodi terresti, ossia lumache prive di guscio dette anche limacce. L’infestazione è stata descritta anche in specie di lumache con guscio seppure con prevalenze nettamente più basse.

Il cane e il gatto si infestano attraverso l’ingestione del mollusco contenente le larve infestanti del parassita. Una volta giunte nell’intestino, le larve attraverso delle migrazioni, riescono a raggiungere vari organi come i linfonodi addominali, il fegato, il cuore e l’arteria polmonare dove mutano a parassiti adulti.

In questa sede le femmine producono le uova che sospinte dal flusso sanguigno raggiungono gli alveoli polmonari per poi diventare larve che con colpi di tosse risalgono la trachea per poi essere ingerite passando nel tratto gastro-intestinale e da qui vengono rilasciare in ambiente esterno attraverso le feci.

Quali sono i sintomi di questa parassitosi?

La gravità della sintomatologia dipende dalla carica parassitaria, dall’età e dalle condizioni generali dell’animale.

Se la carica parassitaria è bassa, l’infezione decorre spesso in forma asintomatica.

In caso contrario si possono avere, soprattutto nei soggetti giovani, forme acute caratterizzate da manifestazioni respiratorie e/o disturbi coagulativi e neurologici, e in rari casi alcuni pazienti possono manifestare uveiti e/o distacco della retina.

Come si fa diagnosi?

L’anamnesi e la sintomatologia possono consentire di formulare una diagnosi di sospetto che necessita di conferma mediante esami collaterali come la radiografia, l’ecocardiografia ed esami di laboratorio.

Ad oggi, l’esame di laboratorio considerato il migliore per l’identificazione delle larve è la tecnica di Baermann.

Questa è una tecnica copro-microscopica che sfrutta l’idrotropismo positivo delle larve (la loro intrinseca capacità di spostarsi verso l’acqua) e il loro peso specifico, in modo da permettere la migrazione, sedimentazione e la concentrazione delle larve contenute all’interno del materiale fecale per poi identificarle morfologicamente.

Le feci che vengono utilizzate con questa tecnica devono essere fresche o conservate a 4°C (non nel congelatore) e di tre giorni consecutivi.

Esiste una terapia e una prevenzione?

Una volta diagnosticata la parassitosi, esistono vari farmaci in grado di debellare i parassiti.

Il controllo degli ospiti intermedi può essere attuato per diminuire l’abbondanza delle lumache. Tuttavia, l’utilizzo di molluschicidi risulta poco sicuro sia per gli animali che per l’ambiente.

La raccolta delle feci dei cani e dei gatti e il loro corretto smaltimento è una pratica che dovrebbe essere sempre attuata anche quando non sussiste un problema parassitario.

È necessario affidarsi alla scelta consapevole del vostro veterinario che valuterà se sarà opportuno effettuare il test per la ricerca dei parassiti.

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